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La vita lavorativa nel 2044: ecco come sarà

Luglio 2021

Fluidità, flessibilità, confini non più così netti tra percorso lavorativo e pensionamento. La forza lavoro cambia in fretta e le aziende, i sindacati e i Governi hanno dovuto trovare nuovi approcci per la transizione.

L'articolo fa parte della rubrica Welcome to 2044 e deriva da un’analisi di scenario futuro realizzata dal Copenhagen Institute for Futures Studies. Per i sottoscrittori della nostra newsletter, è possibile scaricare l’intero documento originale (in inglese).

 

 

Nel 2044 il primo concetto principale della vita lavorativa sarà la flessibilità. Non flessibilità sul lavoro però, ma proprio nel percorso lavorativo: i datori di lavoro hanno iniziato ad accettare (e i sindacati ad offrire) estrema flessibilità, apprendimento permanente e altri tipi di supporto per chi passa da un mestiere full time tutta la settimana a zero ore. E può accadere abbastanza facilmente. "Il diritto alla pensione a tempo parziale" è addirittura diventato uno slogan politico per il centrodestra, perché è nata una grande fluidità tra la fine della vita lavorativa e il pensionamento, che non hanno più i confini netti come siamo abituati oggi.

Come cambia la vita lavorativa per i più anziani

L'inclusione degli anziani nel percorso lavorativo ha contribuito ad alleviare i costi associati all'invecchiamento della società. Tuttavia, con l'aumento della polarizzazione causata da una maggiore automazione, l'inclusione degli anziani nella forza lavoro è diventata una questione politicamente dibattuta, con le nuove generazioni che pensano che il nuovo sistema stia contribuendo a "spremere" molti professionisti nel mercato del lavoro. Il terzo settore è in forte espansione ed è inserito negli ecosistemi del lavoro e dei servizi. Gli ultrasettantenni che non desiderano più lavorare stanno utilizzando le loro capacità come volontari. Nel 2044, infatti, i partenariati pubblico-privati (PPP) sono spesso indicati come Privati, Volontari e Partenariati Pubblici (PVPP).

Il nuovo volto dei sindacati nel 2044

I sindacati sono riusciti a adattarsi a una forza lavoro più esigente e sono persino riusciti a includere i molti che lavorano a tempo parziale o a tempo pieno nella gig economy, assicurando alla maggior parte delle persone sul mercato del lavoro diversi di diritti di base. Gli accordi con le aziende ora riflettono la necessità di contratti di lavoro più flessibili. Nel complesso, la maggiore attenzione alla flessibilità e alle esigenze dei singoli lavoratori ha contribuito a ridurre i livelli di stress tra i dipendenti di molte aziende, qualcosa che era assolutamente necessario dopo la cosiddetta "pandemia da stress sul posto di lavoro" degli anni 2020.

Come gli Stati gestiranno l'avvicendamento tra vecchie e nuove generazioni

In uno scenario alternativo, ma non così utopistico, l'automazione ha portato grandi difficoltà a molti giovani nel trovare lavoro. Di conseguenza, c'è stata una spinta per fare andare in pensione prima gli anziani, in modo da fare spazio ai giovani, che altrimenti sarebbero diventati un’ennesima "generazione perduta". Lo Stato, quindi, ha deciso di offrire percorsi di prepensionamento alle persone sopra i 60 anni. Un approccio che ha dato risultati positivi, poiché i benefici sono meno costosi del pagamento delle indennità di disoccupazione e delle misure attive per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Così, le aziende che assumono i giovani ricevono una ricompensa una volta che un giovane dipendente lavora da oltre tre anni.

 

 

Non perdere le prossime uscite della rubrica Welcome to 2044 per scoprire come sarà la vita nel futuro.

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