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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 04-10.11.2019



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Novembre 2019

Termometro macroeconomico 04-10.11.2019

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

28 ottobre - 03 novembre 2019

Martedì 29 ottobre :

  • Dato sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
    Dato stabile, ma al di sotto delle aspettative (125,9 vs 128,0 atteso).

Mercoledì 30 ottobre:

  • Riunione della Fed.
    È stato annunciato un altro taglio dei tassi di riferimento (ora nell’intervallo 1,5% - 1,75%).
  • Dato sulla crescita del PIL nel terzo trimestre negli Stati Uniti.
    Dato al di sopra delle aspettative (+1,9% vs +1,6% atteso).

Giovedì 31 ottobre:

  • Scadenza formale per Brexit.
  • Riunione della Bank of Japan (BoJ).
    Nessuna modifica alla politica monetaria.
  • Dato sulla spesa al consumo negli Stati Uniti.
    Dato marginalmente positivo, anche se al di sotto delle aspettative (+0,2% vs +0,3% atteso).
  • Dato sulla crescita del PIL e sull’inflazione in Italia e nell’eurozona.
    Dati che mostrano una crescita marginalmente positiva e un’inflazione pressoché nulla.
  • Dato sul PMI in Cina.
    Dato solido e al di sopra delle aspettative (51,7 vs 51 atteso).

Venerdì 1 novembre:

  • Dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (non-farm payrolls).
    Dato solido e al di sopra delle aspettative (128’000 vs 85’000 attesi).
  • Dato sull’ISM manifatturiero negli Stati Uniti.
    Dato ancora al di sotto della soglia del 50 (48,3 vs 48,9 atteso).

In settimana la Fed ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di riferimento, portati nell’intervallo tra 1.5% e 1.75%. Si tratta del terzo taglio effettuato nel 2019 e, secondo le indicazioni lasciate dal FOMC, anche dell’ultimo per quest’anno: nel comunicato, infatti, la situazione attuale è stata definita “buona” per la politica monetaria, per cui, a meno di un brusco rallentamento dell’economia, la probabilità di un altro taglio prima della fine dell’anno è oggi molto bassa (11,5% secondo gli operatori di mercato, che non attribuiscono una probabilità superiore al 50% ad un nuovo taglio prima di aprile 2020).

A livello macroeconomico, la crescita del PIL statunitense nel terzo trimestre ha sorpreso in positivo: +1.9% su base annualizzata rispetto al +1.6% atteso e di poco inferiore del +2% registrato nel secondo trimestre. L’economia continua ad essere trainata soprattutto dalla spesa al consumo, che nel mese di settembre è continuata a crescere, anche se in modo marginale (+0.2%) e di poco al di sotto delle aspettative (+0.3%). Ciò nonostante, la fiducia dei consumatori non ha segnato il rimbalzo atteso dagli operatori (128 atteso per ottobre dal 126.3 di settembre); ma resta stabile su livelli prossimi ai massimi storici (125.9), trainata soprattutto da un miglioramento delle condizioni attuali (172.3 dal 170.6 di settembre) piuttosto che dalle prospettive future (94.9 dal 96.8 di settembre).

Al contrario, sul fronte industriale l’ISM resta al di sotto della soglia di 50 per il terzo mese consecutivo (48.3), mostrando ancora segnali di una contrazione del settore manifatturiero. A confortare, però, è ancora la situazione del mercato del lavoro: i posti di lavoro creati nel mese di ottobre hanno superato abbondantemente le attese (128'000 rispetto agli 85'000 attesi), un segnale ancora più forte se si considera che il dato relativo al mese di settembre è stato rivisto al rialzo (da 136'000 a 180'000). Il tasso di disoccupazione è salito leggermente fino al 3.6% a causa di un maggiore afflusso di persone nella forza lavoro, ma resta stabile e prossimo al livello più basso degli ultimi 50 anni.

In Cina, l’attività manifatturiera nel mese di ottobre è cresciuta al ritmo più alto degli ultimi due anni e mezzo: il Caixin China General Manufacturing PMI ha toccato il livello di 51.7, mai più toccato dopo febbraio 2017, in risalita dal 51.4 di settembre.

Nell’eurozona, i dati relativi all’intera regione e al nostro Paese nello specifico continuano a mostrare una crescita stentata (allontanato, però, per ora lo spauracchio della recessione) e un’inflazione pressoché assente.

Infine, nel corso della settimana si è riunita anche la Bank of Japan (BoJ), che non ha varato nuove misure di politica monetaria, lasciando i tassi invariati, ma si è detta disposta ad attuare nuove misure accomodanti in futuro per raggiungere il target di inflazione del 2%.

03

Occhi puntati su...

04-10 novembre 2019

Lunedì 4 novembre:

  • Dato sul PMI manifatturiero nell’eurozona.

Martedì 5 novembre:

  • L’OPEC pubblica il World Oil Outlook.
  • Dato sulla bilancia commerciale negli Stati Uniti.

Mercoledì 6 novembre:

  • Il Parlamento UK si scioglie in vista delle elezioni generali di inizio dicembre.

Giovedì 7 novembre:

  • Riunione della Bank of England.

Venerdì 8 novembre:

  • Dato sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti

La prossima settimana vedrà lo scioglimento del Parlamento britannico mercoledì 6 novembre, in modo tale da permettere ai leader dei vari partiti di concentrarsi sulla campagna elettorale in vista delle elezioni generali di inizio dicembre, cruciali nel percorso verso Brexit (ora prevista per il 31 gennaio). Il giorno successivo si riunirà, invece, la Bank of England.

A livello macro, negli Stati Uniti si ricercano nel dato relativo alla bilancia commerciale gli effetti delle tensioni commerciali. In Europa, invece, ad inizio settimana verrà pubblicato il PMI manifatturiero della regione a moneta unica.

04

Calendario economico

Fonte: Pictet Asset Management

Fonte: Pictet Asset Management