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Sostenibilità ambientale

Polveri sottili: cosa sono e come ridurle

Marzo 2020

La correlazione tra qualità dell’aria e patologie anche gravi non è certo un mistero, ma i risultati della lotta contro l’inquinamento da PM sono ancora troppo scarsi.

Cosa sono le polveri sottili

Il termine “polveri sottili” fa subito scattare un campanello d’allarme per la salute. Si tratta di un particolato finissimo, prodotto per la maggior parte dall’inquinamento e in grado di rimanere a lungo nell’aria e percorrere grandi distanze. Grazie alle ridotte dimensioni, le polveri sottili penetrano facilmente nei polmoni e possono raggiungere il cuore e determinare patologie come aritmie cardiache, infarti, asma o bronchite.

Le cause e l'identikit delle polveri sottili

Quasi tutte le attività produttive sono responsabili dell’emissione di polveri sottili. La prima causa alla quale pensiamo sono le automobili, che consumano carburante, erodono l’asfalto e abradono i freni. Le attività industriali, edilizie e minerarie rilasciano enormi quantità di particolato, mentre l’agricoltura è la fonte principale di ammonio.

Le polveri sottili vengono classificate sulla base del loro diametro in micron. Le più grossolane sono le PM 10 (dove PM sta per particolato) e causano irritazione a occhi, naso e gola. Ben più pericolose sono le particelle fini, le PM 2,5, in grado di penetrare in profondità. Fra le polveri più diffuse l’Organizzazione Mondiale della Sanità elenca idrocarburi policiclici aromatici, ammonio, solfati, nitrati, carbonio, fuliggine e metalli come cadmio, rame e nichel. Inoltre, nell’atmosfera si verificano pericolose reazioni chimiche che creano particelle secondarie, come l’ossido di azoto e l’anidride solforosa.

Combattere le polveri sottili: limitazioni del traffico e bollino per la circolazione

Ormai da anni l’indice della qualità dell’aria AQI consente di misurare, per una determinata area, la quantità di polveri sottili rilevate in un certo arco di tempo, e ne individua i principali pericoli per la salute umana.

Gli Stati europei hanno introdotto regolamentazioni e limitazioni del traffico e delle attività produttive, al dichiarato scopo di contenere il livello di polveri sottili. In alcuni Paesi come Germania, Francia e Austria sono state istituite le “zone ambientali”, generalmente coincidenti con il centro delle grandi città, dove i veicoli per circolare devono dotarsi di un apposito bollino.

L'aumento della consapevolezza: le mascherine e le piante contro le polveri sottili

L’aumento della consapevolezza e il sistema di controlli hanno determinato forti miglioramenti della qualità dell’aria in Europa, ma è chiaro che il cambiamento deve passare attraverso ciascuno di noi. Sempre più persone scelgono di indossare una mascherina FFP che, se correttamente indossata, aiuta a prevenire l’insorgere di patologie filtrando elevate percentuali di polveri. Un aiuto importante viene anche dalla natura, grazie alle piante in grado di assorbire il particolato come la pianta ragno e la lingua di suocera, ma anche l’aloe, l’edera e il ficus benjamin.

La vera grande sfida per arginare le polveri sottili, però, resta quella di ridurre l’inquinamento. Ciascuno di noi può fare la propria parte adottando comportamenti responsabili, facendo attenzione alla raccolta differenziata ed evitando gli sprechi. Sembra poco, ma se tutti lo facessero sarebbe già moltissimo.