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Sostenibilità ambientale

Il “Bonus mobilità” per cambiare auto scende a 1.500 euro ma sarà attivo già dal 2019

Ottobre 2019

Stanziati fondi per sostituire i mezzi pubblici locali con veicoli non inquinanti ma gli incentivi riguardano anche i sistemi di sharing mobility ecosostenibile. Sparisce il taglio ai sussidi dannosi per l’ambiente.

Partirà già nel 2019, in anticipo rispetto alle attese, il “bonus mobilità” per rottamare la vecchia automobile. Il sostegno previsto è di 1.500 euro, in diminuzione rispetto ai 2.000 euro attesi inizialmente, per un totale di 100 milioni stanziati per i prossimi due anni nel “Fondo Buono Mobilità”. 

Come chiedere il bonus mobilità

Il bonus andrà a vantaggio di chi, residente di uno dei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria, entro il 31 dicembre 2021 rottamerà la propria vecchia auto omologata fino alla classe Euro 4Entro tre anni, il beneficiario del bonus potrà utilizzarlo per acquistare non soltanto abbonamenti ai trasporti pubblici, ma anche sottoscrizioni a sistemi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte o ad altri servizi. L’incentivo potrà essere utilizzato sia dal beneficiario del sostegno sia da un suo convivente.

Nuovi fondi anche per i mezzi pubblici locali per migliorare la qualità dell'aria

Il decreto legge Clima, attualmente al vaglio dei ministeri di competenza, sarà semplice con diverse novità sarà attivato un ambizioso programma strategico che dovrebbe portare a rinnovare integralmente, entro i prossimi cinque anni, la flotta dei mezzi pubblici locali, integralmente sostituiti con mezzi “a basso o nullo impatto ambientale”. Fondi specifici saranno stanziati anche per promuovere il trasporto scolastico sostenibile (20 milioni di euro) e per incoraggiare il rimboschimento e la cura del verde (15 milioni) e si prevede anche l’istituzione di una Piattaforma per combattere i cambiamenti climatici e monitorare la qualità dell’aria.

Tra le novità anche il titolo "Città verde d'Italia" per i progetti innovativi e sostenibili

Spariscono la diminuzione ai sussidi dannosi per l’ambiente (che pesano circa 17 miliardi) e l’incentivo per i prodotti sfusi venduti alla spina, mentre viene istituito il titolo di Città verde d’Italia, che potrà essere conferito a tre diversi centri italiani per progetti innovativi e cantierabili. In favore dei vincitori verrà creato un fondo di 9 milioni di euro in tre anni per la realizzazione del loro progetto. Inoltre già da quest’anno partirà la campagna nazionale “L’ambiente siamo noi” per informare gli studenti di tutte le scuole italiane sull’attenzione per l’ambiente e per i cambiamenti climatici in atto. Manca invece l’elaborazione di una definizione condivisa dell’end of waste, ossia il processo che consente a un rifiuto di riqualificarsi in prodotto nell’ambito dell’economia circolare.