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Investire per l'ambiente

Idrogeno: nuova frontiera per la transizione energetica?

Gennaio 2021

Usa, Francia, Germania e anche Italia si stanno muovendo per sviluppare l’utilizzo dell’idrogeno nella propria roadmap energetica. Un mercato che, secondo la Bank of America, varrà 11mila miliardi di dollari entro il 2050.

L’idrogeno sembra rappresentare un alleato per la transizione energetica green. Gli esperti della Bank of America prevedono un giro d’affari a livello globale di 11.000 miliardi di dollari entro il 2050, un valore pari al PIL prodotto da Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia. Il boom di questa soluzione energetica è dovuto soprattutto all’evoluzione tecnologica che ha diminuito i costi e alle nuove modalità di stoccaggio, che possono sfruttare le miniere di sale già esistenti evitando così la costruzione e la manutenzione di nuove centrali elettriche.

Il più grande serbatoio di idrogeno al mondo: la scommessa degli USA

Vicino a Salt Lake City, nello Utah, molte aziende stanno lavorando per creare nel terreno la più grande riserva mondiale di idrogeno, che potrebbe fornire energia pulita a tutto lo Stato entro il 2045. L’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca porterà ad un’ulteriore spinta in questo settore: i democratici hanno più volte affermato di voler portare l’utilizzo dell’idrogeno dagli attuali 10 milioni di tonnellate a una cifra che oscillerà tra i 22 e i 41 milioni di tonnellate nei prossimi 30 anni.

Francia e Germania guidano la rivoluzione in Europa

Anche l’UE ha dichiarato di puntarci: il Green New Deal della Commissione europea prevede che entro il 2050 l’idrogeno varrà il 13-14% dei consumi energetici totali. Un obiettivo molto importante, se pensiamo che ora pesa meno del 2% a livello europeo.

 

La Germania ha stanziato 9 miliardi di euro di investimenti nel settore dell’idrogeno e sta già finanziando un progetto con oltre 100 aziende per riconvertire la miniera di sale del land Sassonia-Anhalt: l’obiettivo è raggiungere i 150mila megawattora sfruttando l’energia eolica e l’idrogeno prodotto. La Francia ha avviato la partnership tra Teréga e Hydrogène de France, attraverso il progetto HyGéo, che immagazzinerà 1.500 megawattora da una miniera di sale in Nuova Aquitania. Inoltre, Macron ha da poco annunciato la costruzione della prima stazione a idrogeno con alta pressione per camion.

La sfida tutta italiana per Snam e A2A

Secondo un report di Ambrosetti, l’idrogeno potrebbe soddisfare il 23% della domanda di energia del nostro Paese entro il 2050, pari a circa 200 terawattora, con un conseguente taglio delle emissioni di CO2 di 97,5 milioni di tonnellate (-28% di emissioni rispetto a oggi). Snam sta sperimentando l’immissione di un mix di idrogeno al 5% in volume e gas naturale nell’intera rete gas italiana e ha siglato un accordo con il Politecnico di Milano per lavorare insieme su ricerca e sviluppo in questo settore. Inoltre Snam, insieme alla multi-utility lombarda A2A, ha firmato un memorandum per valutare la riconversione delle centrali termoelettriche: l’obiettivo è passare dal carbone e dal gas naturale all’idrogeno oppure a miscele di gas naturale e idrogeno.