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Megatrend

I 4 scenari post COVID-19 tracciati dagli esperti di Pictet AM e del CIFS | Capire i Megatrend

Dicembre 2020

Dallo scenario a V allo scenario a L, scopriamo cosa ci riserverà il futuro a breve-medio termine. Tutto dipenderà dall’efficacia del vaccino e dai risultati del distanziamento sociale.

Vogliamo condividere con voi la prima di una serie di analisi condotte dal nostro partner di ricerca CIFS. Da oltre un decennio collaboriamo con il Copenhagen Institute for Futures Studies (CIFS) per avere una comprensione più profonda dei megatrend, le potenti forze secolari che stanno cambiando l'ambiente, la società, la politica, la tecnologia e l'economia. Il CIFS è un think tank e una società di consulenza leader a livello mondiale che utilizza un'ampia gamma di metodi di ricerca, sviluppati negli ultimi 40 anni, che includono analisi dei megatrend, pianificazione degli scenari, gestione del rischio, iniziative di innovazione e sviluppo di strategie.

 

Attraverso la nostra partnership, abbiamo ideato un quadro di riferimento che incorpora i 14 megatrend di CIFS e che include tendenze come lo sviluppo demografico, l'economia della rete, il focus sulla salute, la sostenibilità e lo sviluppo tecnologico.

 

In qualità di partner di CIFS, abbiamo accesso alla ricerca in aree normalmente non coperte dalla comunità degli analisti degli investimenti, come i cambiamenti negli atteggiamenti e nelle convinzioni sociali, l'impatto che ciò ha sull'ambiente e sul settore aziendale e l'accelerazione dello sviluppo tecnologico. Siamo orgogliosi di essere associati a CIFS e intendiamo condividere con voi alcune delle loro ricerche, ritenendo possano contribuire ad una migliore comprensione di come stia cambiando il nostro mondo e di conseguenza ad una maggiore consapevolezza, anche in ambito finanziario.

 

Di seguito un breve estratto della ricerca, con la possibilità di scaricare l’intero documento originale (in inglese) per i sottoscrittori della nostra newsletter.

 

 

La grande domanda se la sono già posta in molti: “E poi? Cosa accadrà quando la pandemia finirà?”. In questo momento nessuno è in grado di dare una risposta certa, ma è possibile tracciare alcuni scenari di ciò che ci aspetta. Pictet Asset Management e il Copenhagen Institute for Futures Studies (CIFS) ne hanno tratteggiati quattro, tutti risultanti dalle scelte che possiamo fare oggi.

Lo scenario a V

Viene descritto con “Sforzi frenetici – Ripresa rapida” e si basa su due leve: il distanziamento sociale che effettivamente piega la curva dei contagi e il vaccino che viene distribuito entro la prima metà del 2021. Coordinamento a livello internazionale, condivisione di dati sensibili e best practice, riconversione delle catene produttive ed efficaci misure di trasporto e distribuzione del vaccino, che offre immunità sul lungo periodo, consentono all’umanità di fronteggiare rapidamente l’emergenza. Le persone hanno compreso che l’unico modo per combattere questo virus è comportarsi in modo solidale, restare unite, seguire le istruzioni delle autorità e mettere a disposizione dei ricercatori tutte le informazioni riguardo la propria salute, che diventa di pubblica utilità e non più un tema privato. L’economia subisce un duro colpo nel 2020, ma i pacchetti di stimolo implementati dai governi riescono a supportare la ripresa, grazie anche a investimenti in infrastrutture che creano nuovi posti di lavoro.

Lo scenario a W

In questo caso il sottotitolo è “Se allenti troppo perdi – Doppio tuffo”, il distanziamento sociale è una strategia poco efficace per contrastare il dilagare del virus, ma il vaccino viene distribuito entro la fine del 2021 su scala mondiale. Lo sviluppo del vaccino è più complicato di quanto ci si aspettasse e ciò porta all’esasperazione da parte della popolazione, che dopo un po’ di settimane non segue più le indicazioni del governo e non pratica con attenzione il distanziamento sociale.

 

Dal punto di vista economico, la recessione della prima metà del 2020 viene superata con pacchetti di stimoli molto forti, come il quantitative easing e l’acquisto di asset privati per creare una rete di protezione per banche, fondi di investimento e grandi aziende. Negli Stati Uniti il virus è fuori controllo e porta a una grande crisi economica nella metà del 2021 che sfocerà in un livello di disoccupazione superiore al 20%. A causa dello stop del turismo i Paesi del sud Europa come Spagna e Italia sono sull’orlo della bancarotta e deve intervenire la Banca Centrale Europea per acquistare i loro titoli di Stato e tranquillizzare i mercati.

Lo scenario a U

"Una lunga e dolorosa andatura – Declino prolungato” è il sottotitolo di questo terzo scenario. Il distanziamento sociale ha dimostrato di essere una strategia efficace, così come i freni agli spostamenti tra Paesi, ma il vaccino viene sviluppato e distribuito nella metà del 2023. Questa attesa crea uno scollamento tra istituzioni, compagnie e governi e viene meno l’intervento tempestivo dei Paesi in via di sviluppo per fronteggiare altri tipi di malattie contro le quali è possibile vaccinarsi come poliomielite o morbillo, che tornano a mietere vittime. Fino al 2023 l’economia boccheggia, la crescita è piatta e molti Stati negli USA dichiarano bancarotta. Anche i Paesi europei soffrono di insolvenza, la fiducia dei consumatori crolla e i consumi delle famiglie ristagnano. I settori dei viaggi e dell’accoglienza sono i più colpiti, così come i Paesi che basano la propria economia sul turismo. La BCE acquista molti titoli di Stato e mette a dura prova i meccanismi di solidarietà tra i Paesi del Vecchio Continente.

Lo scenario a L

“Quando nulla funziona – Disintegrazione” è l’etichetta dello scenario più fosco. Purtroppo, il distanziamento sociale non funziona e il vaccino anti COVI-19 viene sviluppato e distribuito solo nel 2023. Un ritardo dovuto anche alla disgregazione della cooperazione internazionale, senza una regia comune e con una filiera bloccata dalla poca fiducia reciproca. I cittadini non hanno più stima nelle istituzioni e salta completamente il contact tracing, cresce il “protezionismo dei dati” dei vari Paesi e anche l’OMS perde credibilità. La conoscenza non è più condivisa nel mondo scientifico, i colossi tecnologici acquisiscono sempre più potere e i Paesi lottano tra loro per accaparrarsi le poche risorse sanitarie rimaste.

 

La globalizzazione non esiste più e a soffrire sono i Paesi più deboli, ma anche negli Stati Uniti e nell’Unione Europea i livelli di disoccupazione toccano punte del 30%. Si assiste a una corsa agli sportelli da parte delle famiglie e molti governi devono imporre limiti giornalieri al prelievo di contante, molti mercati interni collassano e l’insolvenza di diversi sottoscrittori di mutui causa un’altra crisi negli USA. I tedeschi e i Paesi frugali non vogliono più aiutare i Paesi del sud Europa, l’euro si svaluta pesantemente e l’Unione vacilla seriamente. La Cina soffre a causa del crollo dell’export e l’India non ha più carte da giocare se non affidarsi all’immunità di gregge.

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