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Analisi dei Mercati Finanziari

I 5 eventi che hanno influenzato i mercati a luglio

Luglio 2019

Le Banche Centrali aiutano l’economia reale e i mercati festeggiano mentre la crescita cinese rallenta. Intanto in Europa soffre il mercato auto e si attendono le prime mosse della nuova Commissione Europea.

1. Interventi continui delle Banche Centrali per rassicurare i mercati

I mercati finanziari corrono nel 2019 e quasi tutte le asset class stanno performando molto bene, eppure i dati dell’economia reale ci dicono che il futuro non sarà roseo. Anche se può sembrare un paradosso in realtà un motivo c’è e sono le Banche Centrali, che continuano utilizzare le proprie ricette di stimolo monetario: la FED, dopo aver fatto filtrare fino alla fine dell’anno scorso l’intenzione di alzare i tassi, ora dovrebbe abbassarli e la BCE si è detta pronta a un nuovo ciclo di Quantitative Easing per supportare l’economia del Vecchio Continente. Ciò per i mercati significa che, se i dati macroeconomici sono negativi, la politica monetaria sarà con molta probabilità espansiva e quindi ci saranno molte occasioni di guadagni facili. A patto però che le munizioni dei banchieri centrali non finiscano di colpo aprendo a un nuovo ciclo recessivo.

2. La Cina rallenta la crescita...

Nel secondo trimestre 2019 la crescita cinese è stata “solo” del 6,2% del PIL, il dato più basso dal 1992. Niente di clamoroso, dal momento che il forecast del governo parlava di una crescita tra il 6% e il 6,5% per il 2019, ma è comunque un valore che fa rumore. Per gli analisti questa frenata è dovuta a diversi fattori, ma il principale è la guerra commerciale con Trump che ha minato il sistema di import-export di Pechino. Ci sono tuttavia anche note positive: la produzione industriale a giugno è migliorata del 6,3% e le vendite al dettaglio del 9,8%, trainate dall’automotive. 

3. ...e rispunta la tensione con gli USA

Nel frattempo Trump ha minacciato Pechino nuovi dazi per circa 325 miliardi di dollari, visto che gli accordi sul commercio internazionale procedono a fatica, con conseguente irrigidimento di Xi Jinping. In questo clima di tensione latente, secondo un report Nikkei oltre 50 aziende americane, giapponesi ed europee hanno deciso di portare i propri stabilimenti fuori dalla Cina. Da Apple a Sharp, da HP a Dell fino a Nintendo, Toshiba e GoPro, la lista è lunga e la maggior parte ha delocalizzato in Vietnam, Taiwan, Messico, Thailandia o India nonostante gli sforzi del governo cinese per trattenerli. 

4. Il mercato europeo automotive in contrazione

A luglio sono stati resi noti i dati di giugno sul fronte del mercato europeo dell’auto, che ha perso il 7,9% e ha chiuso il secondo trimestre 2019 con un netto -3,1% alla voce immatricolazioni. Tutte le case automobilistiche internazionali sono state accompagnate dal segno meno eccetto Toyota che ha registrato un +2,2%. Ovviamente questi risultati negativi risentono della debolezza dell’attuale congiuntura economica, ma anche la crisi del diesel ha fatto la sua parte: senza una politica europea condivisa per centrare l’obiettivo delle zero emissioni nei prossimi anni, automobilisti e aziende rimandano gli acquisti per avere un quadro normativo più chiaro.

5. La mission della nuova Commissione Europea

La popolare Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione Europea e ha vinto grazie ai 383 voti favorevoli contro i 327 contrari. Ora gli analisti si aspettano di vedere le prime mosse concrete, che dovrebbero partire dal clima: l’obiettivo, come affermato dalla 60enne tedesca, è fare dell’Europa “il primo continente a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050” con relativo piano di investimenti e un fondo per la transizione energetica a favore dei Paesi più carbone-dipendenti. Il secondo tema sarà quello del salario minimo, perché a ogni lavoratore deve essere assicurata una vita decorosa, ma prima andrà rafforzata l’industria europea delle PMI e andrà completato il mercato dei capitali dell’UE. 

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Fonte infografica: Pictet AM Italia