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Economia e finanza

Cos’è una bolla azionaria e quali sono gli effetti

Febbraio 2021

Dalla “tulipomania” alle Dot.com, ecco le fasi che portano alla domanda crescente di un prodotto che fa impennare i prezzi, finendo per generare enormi perdite finanziarie.

Si parla di bolla azionaria o bolla speculativa in particolari fasi di mercato in cui si assiste a un aumento considerevole dei prezzi di un bene reputato innovativo o profittevole, che ha tra le cause un'impennata della domanda in un breve lasso di tempo. Nel momento in cui si osserva un aumento estremo dei prezzi di quel bene sui mercati finanziari, definito ingiustificato, potremmo trovarci appunto di fronte a una bolla speculativa. Quella finanziaria è la tipologia prevalente di bolla. Ma ci sono anche altre categorie, come ad esempio le bolle immobiliari. 

Come nasce una bolla speculativa e quali sono le sue cause

In fase di bolla si assiste a un aumento dei prezzi di un bene determinato da una domanda sempre più elevata da parte dei consumatori. La causa scatenante della bolla è proprio questo incremento della richiesta nei confronti di un bene, nel momento in cui si diffonde l’opinione che rappresenterà una buona occasione per trarre profitto.

Più questa convinzione sarà condivisa, più le persone saranno disposte a comprare quel bene. Di conseguenza, all’aumento della domanda del bene aumenterà anche il prezzo dello stesso. La bolla è quindi molto legata alla componente psicologica piuttosto che razionale. Ed è spesso correlata all’introduzione di beni innovativi di massa.

Lo scoppio della bolla azionaria

Quando l’euforia nei confronti di un determinato bene si esaurisce, eccoci però davanti allo scoppio della bolla. Le cause non sono solo relative ad una ridimensionata fiducia nei confronti del bene: possono anche riguardare il prezzo ormai eccessivo che rende sempre più difficile comprare, o anche la decisione degli investitori fare profitto sui titoli o beni acquistati in precedenza.

Un esempio è la “bolla delle Dot.com” scoppiata a metà Novanta, legata alla scoperta delle nuove tecnologie informatiche. Come ogni altra crisi generata da una bolla speculativa – spiega la Consob – la crisi del Dot.com si è sviluppata attraverso la classica sequenza:

  1. estrema fiducia da parte degli investitori nelle potenzialità di un prodotto/azienda
  2. crescita rapida del prezzo del prodotto
  3. evento che fa vacillare le aspettative di importanti guadagni
  4. elevati flussi di vendite
  5. crollo finale del prezzo del prodotto.

Questa sequenza di eventi si era osservata nel 1840 in occasione del boom delle ferrovie, nel 1920 per automobili e radio, nel 1950 rispetto ai transistor elettronici e nel 1980 per home computer e biotecnologie.

Effetti e conseguenze

Nel momento in cui si verifica la fase calante di mercato, i prezzi crollano e il mercato torna ai livelli precedenti la bolla, cioè ai prezzi precedenti, con conseguenze disastrose per gli investitori che avevano acquistato grandi quantità di quel bene a prezzi ben maggiori.

Una delle bolle speculative più note della storia è stata quella dei tulipani, la cosiddetta “tulipomania”.  Nella prima metà del Seicento, in Olanda, il prezzo dei tulipani crebbe fino a toccare livelli altissimi, il tutto a causa della speculazione messa in atto sui futuri tulipani. Il fiore tipico dei Paesi bassi diventò oggetto di sfida tra i nobili disposti a pagare prezzi sempre più elevati per possederlo. Lo schema, però, anche qui vide un crollo successivo dei prezzi dei fiori. E centinaia di investitori olandesi che avevano investito nel settore caddero in rovina.

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Fonte infografica: Pictet AM Italia